Opinione pubblica 2.0: ascolto e monitoraggio

Corrado Tardonato

Copywriter, community manager, citizen journalist presso Privato

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Perché monitorare l’opinione pubblica sul web è funzionale all’implementazione di un’adeguata strategia politica?

Scriveva la celebre sociologa tedesca Elisabeth Noelle-Neumann, nel suo testo più autorevole La spirale del silenzio sulla definizione di opinione pubblica: “ E’ un opinione in settori cui viene attribuita una certa importanza che può essere esternata pubblicamente senza il timore di incorrere in sanzioni e sulla quale può basarsi l’agire pubblico”. Di conseguenza anche l’agire politico.

Possiamo partire da questa enucleazione sociologica per cercare di capire, mediante un’attenta analisi, l’evoluzione insita al concetto di opinione pubblica, che con l’avvento da un lato della democrazia di massa e dall’altro con la comparsa sulla scena di nuovi mezzi di comunicazione a cui fanno riferimento anche nuove metodologie di misurazione dell’opinione, ha assunto una connotazione di selezione (per dirla alla Luhmann), svolgendo altresì il compito di delimitare i temi di comunicazione.

Oggi la dieta mediatica della popolazione mondiale, secondo le stime dei rapporti Censis, è interamente permeata dall’uso dei new media e dai processi di costruzione multimediale dell’informazione personalizzata, basata sull’articolazione dei profili degli utenti di Internet, sia nei principali social network sia in vari blog e siti personali. Ragion per cui la comunicazione politica odierna è molto attenta a come si distribuisce il dibattito in Rete, come si muove, verso cosa si orienta e così via.

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Queste rappresentano le nuove sfide che i ricercatori di tutto il mondo tentano di superare, con la speranza che l’interpretazione dei contenuti e dei flussi che contribuiscono a determinare l’opinione pubblica sia reso più affidabile grazie all’impiego anche di nuovi software sempre più sofisticati posti a servizio della politica.

Esistono innumerevoli strumenti d’analisi disponibili on line che segmentano una mole infinita di dati. ( i tecnici e i professionisti sono soliti definirli Big Data). Generalmente, nel frame della comunicazione politica ed elettorale, sono molteplici gli strumenti che fanno capo alla cosiddetta Sentiment Analysis, intendendo per analisi del sentiment i metodi di analisi testuale e del linguaggio applicati alle opinioni espresse sui social media, finalizzati a determinare le attitudini dei soggetti emittenti di un messaggio nei confronti di un tema o un oggetto specifico.

Nel panorama italiano possiamo ricordare Voices of the blogs, l’osservatorio sui social media dell’Università di Milano, il primo a sperimentare in Italia l’applicazione della sentiment analysis allo studio della rete, che ha condotto ( solo per citarne uno) delle analisi per le presidenziali USA, scandagliando 50 milioni di post mettendo in evidenza la propensione al voto degli americani, contribuendo a descrivere il dibattito in corsa e prevedendo cambiamenti repentini nei gusti dell’elettorato.

Per quanto riguarda le politiche del 2013, tra gli strumenti più utilizzati ricordiamo Blogmeter, iniziativa nata dalla collaborazione di un team di specialisti operanti nel settore dell’Internet Intelligence e del Media research. Possiamo definirlo come un servizio di ascolto dei social media che permette di analizzare ciò che viene detto on line su un tema, un’azienda, un brand e così via.  In tale occasione Blogmeter, in collaborazione con il Politecnico di Milano, ha attivato un osservatorio costituito ad hoc con il compito di monitorare Facebook, Twitter e Blog ideando Polismeter, per consentire ai media di raccontare la campagna elettorale basandosi sui dati e sul monitoraggio.

Gli indicatori utilizzati da Polismeter sono stati: Web Mention Trends (i cinque politici più citati sulla rete); Hashtag Cloud (gli hashtag “politici” più gettonati su Twitter); Top Tweets (i cinque tweet dei politici più virali); Top Facebook States Updates (i cinque aggiornamenti di sto dei partiti politici che hanno generato più consenso); Twitter Performances (i cinque account che hanno generato un incremento di follower) e Facebook Performances (le cinque pagine che hanno avuto l’incremento maggiore in termini di engagement).

Credo che alla luce di una tale proliferazione di dati analitici e di strumenti che la nuova tecnologia mette a disposizione di tutti gli addetti ai lavori, una efficace ed efficiente strategia politica può e deve necessariamente servirsi di tali espedienti “sociologici”, al fine di attecchire e generare consenso.

Lanciando un monito alle macchine partitiche, va da se che per far ciò, è necessario affidarsi ad un expertise adeguato che collabori in stretta sinergia con i rispettivi direttori e strateghi della comunicazione, ingaggiati in fase di campagna elettorale. Permanente, ovviamente.

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(Credits Foto Copertina wikimedia.org)